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aree patologiche di intervento

Patologia muscolo-scheletrica.

Le patologie muscolo-scheletriche costituiscono un gruppo eterogeneo di condizioni cliniche che colpiscono il sistema muscolo-scheletrico, possano essere acute e di più breve termine (lesioni muscolari) oppure croniche o degenerative di più a lunga durata (low back pain cronico, artrosi), si associano a sintomatologia dolorosa e limitazione funzionale.

All’interno di questo gruppo troviamo le affezioni da sovraccarico funzionale o biomeccanico in seguito a posture o attività ripetute. Questa tipologia di condizioni hanno effetti su articolazioni, tendini, dischi articolari ma anche sul sistema nervoso periferico (tunnel carpale).

Riabilitazione post chirurgica

La riabilitazione post-chirurgica può essere necessaria per una grande quantità di procedure chirurgiche, ortopediche, cardiache, toraciche, neurologiche, chirurgia addominali, ogni tipo di chirurgia può determinare delle conseguenze che necessitano di una gestione fisioterapica.

In relazione al tipo di intervento chirurgico la fisioterapia post chirurgica ha effetti nella modulazione del dolore, recupero della funzionalità muscolare (coordinazione, endurance, forza, controllo), recupero del normale range di movimento, migliorare la funzione respiratoria, problematiche relative alla continenza.

Diastasi dei retti addominali

La diastasi dei retti dell’addome (muscolo pari, lungo e superficiale, che si estende in verticale, al centro dell’addome, disponendosi ai lati della cosidetta linea alba. La linea alba è una sottile banda di tessuto connettivo che percorre verticalmente la porzione mediana dell’addome, dello sterno alle ossa del bacino), è un elongazione (distacco) della linea alba con una aumentata distanza tra i due lati mediali del retto dell’addome (aumento della distanza inter-recti).

Ad oggi non è stato ancora definito quando questo aumento di distanza tra i due retti assume un valore patologico.

È principalmente una conseguenza della gravidanza ed è stimato essere presente almeno in due terzi delle donne subito dopo il parto. La quantità di separazione, misurata come distanza tra i muscoli retti, migliora spontaneamente dopo il parto ma sembra stabilizzarsi entro i 6-8 mesi post-partum.

Dai dati di ricerca, emerge che il recupero di questa condizione qualora disfunzionale può non essere spontaneo. Soggetti con diastasi dei retti mostrano deficit di forza e di endurance della muscolatura addominale rispetto a soggetti normali. A questa condizione si associano implicazioni di tipo estetico, dolore, addominale, dolore pelvico e incontinenza urinaria.

La definizione di diastasi descrive un aumento patologico della distanza dei due retti dell’addome dovuto all’allungamento della linea alba.

Quindi ridurre la distanza interrettale è sembrata la soluzione logica e il più ovvio obiettivo di un programma riabilitativo.

Tuttavia questa strategia riabilitativa è stata messa in discussione dai dati emersi da recenti lavori.

Tali studi hanno evidenziato l’importanza di recuperare la corretta funzione della parete addominale attraverso la pre-attivazione della muscolatura profonda e il recupero del corretto pattern respiratorio. Alla luce di questi dati è importante modificare obiettivi e strategie, educando il paziente che la riduzione di ampiezza della diastasi non è la strategia più efficace da seguire per la gestione di questo quadro clinico.

Disfunzioni respiratorie

Le disfunzioni respiratorie descrivono modelli caratterizzati da accentuazione della funzione respiratoria definite come alterazioni croniche o ricorrenti del pattern respiratorio non attribuibile a cause specifiche.

Ci sono crescenti evidenze dell’associazione tra alterate condizioni della biomeccanica respiratoria e numerose condizioni muscolo-scheletriche, psicologiche e viceversa.

Queste condizioni descrivono appieno l’assioma la struttura governa la funzione, per questo motivo un’alterazione della funzione respiratoria può determinare adattamenti di tipo strutturale a carico della muscolatura respiratoria accessoria e della postura.

È altresì noto che quadri muscolo-scheletrici come il low back pain si associano e possono determinare disfunzioni respiratorie. Tutto questo senza tralasciare l’incontestabile link presente tra respirazione e distress di tipo psico-emotivo che può produrre distintivi pattern respiratori alterati alla base della cascata di eventi in grado di sostenere la causa psico- emotiva.

L’esercizio respiratorio sostenuto da evidenze consolidate può essere un valido strumento per la gestione di questi disturbi.

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strumenti terapeutici

Ecografia riabilitativa

Valutazione e trattamento individualizzato con utilizzo di Rehabilitative Ultrasound Imaging (RUSI) per valutazione e monitoraggio della guarigione tissutale (tendinopatie, lesioni muscolari, post chirurgia).

La Rehabilitative UltraSound Imaging (RUSI), ecografia a scopo riabilitativo, è “una procedura utilizzata dai fisioterapisti per valutare la morfologia e funzionalità del muscolo e correlati tessuti molli durante l’esercizio e le attività fisiche. È utilizzata per assistere l’applicazione di interventi terapeutici, fornendo un feedback al paziente e al fisioterapista”

L’ecografia a scopo riabilitativo, è uno strumento che il fisioterapista utilizza per le procedure di valutazione funzionale (L. 251/00) per espletare le competenze proprie della professione e non comporta alcun rischio clinico per l’utente. Lo strumento ecografico non viene quindi utilizzato per fare diagnosi di patologia, ma per rendere più precise e affidabili le valutazioni della morfologia, dimensione e funzionalità delle strutture muscolari e dei tessuti molli, che vengono comunemente eseguite dal professionista tramite l’ispezione del paziente e la misurazione manuale. Una valutazione dettagliata ed affidabile permette di impostare piani di trattamento più individualizzati e fornire maggiori feedback al paziente durante l’esecuzione degli esercizi.

Position Statement deII’Associazione Italiana Fisioterapisti Approvato: 30 Ottobre 2016.

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proposte terapeutiche

È un area specializzata della fisioterapia per la gestione di quadri neuro-muscolo- scheletrici, basata sul ragionamento clinico, utilizza approcci che includono la terapia manuale e l’esercizio terapeutico. Il fisioterapista manipolativo imposta la sua valutazione e il trattamento in base alle evidenze scientifiche disponibili e alle necessità bio-psico- sociali del paziente. Tra gli strumenti della terapia manuale troviamo le manipolazioni vertebrali (sia acute che croniche), mobilizzazione articolari, mobilizzazione dei tessuti molli e l’esercizio terapeutico.

Terapia Manuale

Manipolazioni vertebrali

Le manipolazioni vertebrali sono tecniche passive utilizzate in terapia manuale per la gestione di sindromi dolorose legate al rachide e alle articolazioni periferiche.

Queste tecniche manipolative possono essere definite come un movimento passivo di piccola ampiezza eseguito ad alta velocità su di un complesso articolare (rachide) senza che il movimento ottenuto ne oltrepassi i limiti articolari.

Caratteristica comune di queste tecniche è la produzione di scrosci articolari (popping sound).

Le manipolazioni vertebrali trovano largo impiego in molte condizioni dolorose del rachide sia acute croniche.

Mobilitazioni articolari

Le mobilizzazioni articolari consistono in movimenti passivi, attivi assistiti. I movimenti passivi articolari possono essere classificati come fisiologici e accessori. I movimenti fisiologici descrivono l’osteocinematica (movimenti chiaramente visibili dall’esterno di due ossa) del movimento, esempi sono la flessione, estensione, le rotazioni della maggior parte delle articolazioni periferiche.

I movimenti articolari accessori o artrocinematici descrivono i movimenti tra le superfici articolari (roll, spin, slide). Queste componenti costituiscono una parte essenziale per Io svolgimento dei movimenti fisiologici. I movimenti accessori non ricadono sotto il controllo muscolare attivo (non possono essere espressi isolatamente dal movimento fisiologico, sono quindi possibili isolatamente solo attraverso il movimento passivo).

Questa tipologia di movimento passivo può essere eseguita con ampiezze diverse.

Sono tecniche utilizzate per la gestione delle disfunzioni muscolo-scheletriche attraverso il recupero del range di movimento e per la gestione del dolore.

Mobilitazione tessuti molli

Instrument assisted soft tissue mobilization (IASTM), Graston technique.

IASTM prevede l’utilizzo di strumenti in metallo per mobilizzare i piani al di sotto della cute (piani miofasciali e tendini) tramite tecniche compressive dirette applicate per mezzo diversi strumenti.

La somministrazioni di microtraumi controllati tramite gli strumenti determina l’insorgenza di un processo infiammatorio che si trova all’inizio della cascata di eventi che determinano il rimodellamento e la guarigione del tessuto.

Questa approccio trova indicazione:

tendinopatie
condizioni dolorose di origine miofasciale
gestione di cicatrici patologiche di origine post-chirurgica traumatica
lesioni muscolari e legamentose (croniche)

Esercizio terapeutico.

L'esercizio è una delle core skills sulla quale si basa la professione del fisioterapista.

Forme di esercizio terapeutico

L’esercizio terapeutico è una tipologia di attività fisica rivolta al miglioramento e alla prevenzione della maggior parte dei quadri clinici in ambito muscolo scheletrico.

Tra le diverse forme di esercizio terapeutico troviamo:

esercizio attraverso pattern fondamentali di movimento
esercizio attraverso pattern fondamentali di movimento
esercizi per forza, potenza, endurance
esercizi per forza, potenza, endurance
esercizio di endurance
esercizio di endurance
ricondizionamento o condizionamento tramite esercizi aerobici
esercizio di coordinazione
esercizio di coordinazione
esercizio neuromuscolare
esercizio neuromuscolare

Neuromuscolar activation

È una forma di esercizio terapeutico in “sospensione”

La sospensione determina gradi di instabilità crescente e consente di configurare il corpo e il carico in modo da elicitare risposte motorie, di feedback e feedforward adeguate alle necessità del paziente.

Rehabilitative Ultrasound Imaging

Monitoraggio pattern attivazione muscolare attraverso RUSI

Molti quadri clinici cronici prevedono come parte del trattamento esercizi di controllo motorio focalizzati all’attivazione e la coordinazione di muscoli profondi (diaframma, pavimento pelvico, trasverso dell’addome).

Questi esercizi trovano indicazione nel recupero dell’attivazione, coordinazione dei muscoli profondi dl tronco mantenendo il pattern respiratorio ottimale. Gli esercizi progrediscono mantenendo livelli di pre-attivazione ottimale durante richieste motorie man mano più complesse.

Data la difficoltà di alcuni pazienti di percepire la muscolatura target gli esercizi di controllo motorio vengono eseguiti attraverso sistemi di biofeedback per facilitare la presa di coscienza dell’attivazione isolata dei muscoli target. Il biofeedback fornisce al paziente una percezione aumentata di quanto avviene nel corpo permettendone una maggiore coscientizzazione.

Il RUSI è un mezzo di biofeedback che permette al paziente e al clinico di osservare in tempo reale i cambiamenti della morfologia dei muscoli target durante l’esercizio, permettendo così una miglior performance (attivazione ottimale) del paziente durante l’esercizio.

Esercizio respiratorio

Gli esercizi respiratori sono una forma di esercizio utilizzata in un ampio spettro di quadri correlati alla salute. Esempi sono: migliorare il sistema respiratorio attraverso l’ottimizzazione del pattern respiratorio (respirazione nasale vs respirazione orale) lavori di forza, endurance, coordinazione della muscolatura ventilatoria per migliorare l’efficienza del pattern respiratorio, esercizi respiratori per la gestione dello stress.

Ci sono evidenze di come l’esercizio respiratorio ha effetti nel migliorare la funzione polmonare, la forza della muscolatura respiratoria e migliorare la qualità della vita in soggetti affetti da patologia respiratoria. Ci sono evidenze che supportano l’uso dell’esercizio respiratorio nella gestione del low back pain cronico.

Inoltre il modo di respirare influenza il sistema nervoso simpatico e il dolore, ci sono ormai evidenze di come la respirazione profonda e lenta ha u effetto sul sistema nervoso simpatico e il dolore.

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